Della colonia romana di Barcino restano i ruderi di un tempio in stile
corinzio dedicato ad
Augusto e buona parte della cerchia
delle mura, conservate in alcuni tratti fino all'altezza originaria
(9 m) con numerose torri quadrangolari e semicircolari agli
angoli. Le numerose sculture e i mosaici scoperti in vari
punti della città sono raccolti nel Museo Archeologico. La
città si presenta attualmente costituita da un nucleo antico,
sviluppatosi tra il sec. XIII e il XV, e separato dalla città
moderna dal giro delle Rondas, ampi viali alberati
aperti nell'Ottocento sul luogo delle mura dell'epoca di Giacomo
II (sec. XIV). Dei monumenti romanici il più importante è
la chiesa di Sant Pau del Camp (sec. XII), a croce greca con
cupola e tre absidi. Eccezionale è l'insieme degli edifici
gotici, di destinazione sia civile sia religiosa, i quali
documentano tre secoli di sviluppo dell'architettura catalana.
Nella chiesa di S. Caterina (iniziata nel 1223) compare per
la prima volta il tipo di chiesa monastica a una sola navata
molto ampia, con cappelle tra i pilastri, che diverrà caratteristica
della Catalogna e non sarà priva di influenze nella Francia
meridionale, anticipando la tendenza alla definizione di spazi
semplici e unitari, propria del gotico tardo. La cattedrale
(S. Eulalia), iniziata nel 1298, è a tre navate suddivise
da sottili pilastri che non interrompono lo spazio, cappelle
tra i contrafforti, abside con cappelle radiali, deambulatorio
e cripta. L'interno è ricco di opere di scultura e di pittura,
specialmente dei sec. XIV e XV. Tra gli altari dipinti spiccano
quello della Trasfigurazione, di
Lluís Borrassá, il maggior rappresentante
del gotico internazionale in Catalogna, e quello di San
Gabriel (ca. 1450) di
Bernardo Martorell,
artista di transizione tra il gotico e il nuovo naturalismo
di importazione fiamminga. La celebre Pietà del canonico
Desplá (1490) di
Bartolomé Bermejo, capolavoro conclusivo
della pittura "ispano-fiamminga" del Quattrocento, è conservata
nell'annesso Museo Capitolare. Gotici sono l'altare maggiore,
il coro e il chiostro. Nella cripta è conservata l'arca di
S. Eulalia, opera di scuola pisana della prima metà del sec.
XIV, significativa testimonianza dei rapporti tra Italia e
Catalogna nel Trecento. Della prima metà del Trecento sono
la chiesa di S. Maria del Pino (iniziata nel 1322); la chiesa
di S. Maria del Mar (iniziata nel 1328), capolavoro del gotico
catalano, a tre navate con deambulatorio; la chiesa dei Santi
Justo y Pastor (iniziata intorno al 1342); la cappella di
S. Agueda annessa al Palacio Real Mayor (in catalano, Palau
Reial Major), dove si conserva il retablo dell'Adorazione
dei Magi di
J. Huguet (1464-65). Al di fuori della
città vecchia si trova il monastero di Pedralbes, fondato
nel 1326, con chiesa e chiostro gotici e fondamentali affreschi
(1345-46) di
Ferrer Bassá, caposcuola della pittura
catalana trecentesca e diffusore di modi italiani. Nel secondo
Trecento e nel Quattrocento, esaurite le grandi imprese architettoniche
religiose, l'architettura gotica è documentata soprattutto
da una cospicua serie di edifici civili: così il Salón de
la Lonja (Loggia di commercio, 1383), inserito nel settecentesco
Palacio de la Contratación; il Salón del Tinell (1359-62)
nel Palacio Real Mayor; la Casa Consistorial (municipio) con
la facciata del 1402 e il Salón de Ciento (1373); la Deputación
de Cataluña, per cui eseguì opere Pere Johan, il più importante
scultore catalano del gotico internazionale; le Atarazanas,
oggi Museo Marittimo; i resti imponenti dell'arsenale; il
Palacio de la Audiencia; infine, fuori della città, l'ospedale
di S. Cruz (1401).
Meno significativa fu l'attività edilizia nei secoli successivi, in relazione
anche alla decadenza economica e politica della città. Soltanto
nell'Ottocento Barcellona, diventata la prima città industriale
della Spagna, conobbe una vigorosa espansione urbana. Nel
1858, sul luogo della cinta muraria abbattuta nel 1854, vennero
aperti dei viali a percorso circolare, le Rondas. Nel
1859 venne approvato il piano regolatore di I. Cerdá, che
prevedeva l'espansione della città a monte del nucleo antico
e a NE lungo il mare, su pianta rettangolare a scacchiera
e con un lungo asse diagonale di attraversamento. Tale ampliamento
(Ensanche),
realizzato poi con alcune modifiche, è strutturato su tre
arterie principali il
Paseo de Gracia, ampio viale alberato, termina al margine
della città vecchia nella Plaza de Cataluña, da dove partono
le Ramblas, che attraversano il nucleo antico fino
al mare, e l'Avenida José Antonio Primo de Rivera che
con l'Avenida del Generalísimo Franco attraversa la
città nuova. Più tardi vennero creati alcuni parchi periferici:
nel 1888, in occasione dell'Esposizione Universale, il parco
di Montjuich, sulla collina che delimita a S la città vecchia;
nel 1900-14 il parco di Güell, di
Antonio Gaudí, del quale bisogna
ricordare inoltre la Casa Batló, la Casa Miláe
la chiesa della Sagrada Familia. L'Esposizione Internazionale
del 1929 segna una tappa significativa di un lungo processo
di sviluppo della città verso ponente, con l'espansione dell'Ensanche
e il consolidamento della colonizzazione della collina del
Montjuich. Nel 1933 viene redatto il Piano Marcia con la partecipazione
di
Le Corbusier che proponeva un modello
razionalista di crescita urbana, mai realizzato a causa della
guerra civile. Nel 1953 il Piano Comarcal istituzionalizzava
l'ambito dei ventisette comuni che costituiscono l'area metropolitana,
prevedendo due zone di espansione lungo l'asse levante-ponente.
Dopo venti anni di espansione disordinata, nel 1976 viene
redatto un Piano generale metropolitano con conseguente riorganizzazione
della maglia viaria, con la creazione di aree verdi e strutture
collettive. Nel 1986 Barcellona è stata designata sede dei
giochi olimpici del 1992, evento che ha dato vita a nuovi
importanti interventi urbanistici. Di particolare rilevanza
il riassetto del litorale orientale quale prolungamento del
lungomare cittadino e le opere realizzate nella parte ovest
della città, il Montjuïc, divenuto fulcro delle costruzioni
olimpiche. Nel 1990 sono sorti in quest'area il palazzo dello
sport di
A. Isozaki e lo stadio olimpico di
V. Gregotti mentre per l'occasione veniva
riabilitata la teleferica del 1929 che con due tratti lunghi
700 metri e due sole torri in traliccio di ferro alte cento
metri, dal Montjuïc scavalca il porto terminando sulla spiaggia.
Non tralasciando di menzionare, nella stessa zona, gli interessanti
esperimenti di modellazione del terreno operati da C. Ferrater
per il nuovo orto botanico (1999) va sottolineata la maestosità
della Torre delle Comunicazioni anche detta Torre S. Calatrava
dal nome del suo creatore. La si riconosce da lontano per
la forma particolare. Disegnata dall'architetto spagnolo,
autore in città di un altro emblema dell'architettura d'avanguardia
il ponte Filippo II (1987), ed edificata tra il 1989 e il
1992, la torre è alta 136 metri e svolge anche il ruolo di
gigantesca meridiana. Spostandosi invece nella zona del litorale
est si può osservare come la riqualificazione abbia trasformato
un vasto terreno abbandonato e occupato da insediamenti industriali
in un quartiere completamente destinato agli sport e al tempo
libero. Il villaggio olimpico che al termine della manifestazione
è stato riconvertito in zona residenziale, si estende con
i suoi 2000 appartamenti dove un tempo moli decrepiti impedivano
la vista al mare. È qui che, testimoniando l'interesse dell'architettura
moderna per costruzioni dalla notevole elevazione, davanti
alla piazza dei Volontari, si ergono due nuove torri dalla
severa architettura. Una delle torri è l'Hotel Arts, opera
degli architetti B. Graham e
F. O. Gehry, l'altra, la torre Mapfre,
dovuta all'ispirazione di I. Ortiz e E. de León, destinata
ad uffici e ad un centro commerciale nella parte inferiore.
Le torri sono alte 153,5 metri e sono le più alte di tutta
la Spagna. Di fronte alle torri, praticamente sulla spiaggia,
luccica una gigantesca scultura sospesa, in fasce di rame
intrecciato a forma di pesce in volo verso il mare, sempre
di F. O. Gehry, e poco distante, sullo stesso litorale, il
basso edificio cilindrico di
Á. Siza Viera che ospita il Centro
Meteorologico. Gli ultimi dieci anni del sec. XX hanno visto
cambiare profondamente il volto costruito della città, non
solo per le grandi opere realizzate in occasione dei giochi
olimpici. Molti i capolavori di architettura moderna che portano
la firma dei creatori più attivi in questi anni. È opera di
Bofill il Teatro nazionale di Catalogna, inaugurato nel 1997,
la cui grandiosa sagoma ricorda il Partenone mentre, due anni
più tardi, proprio a fianco del teatro è stato ultimato l'auditorio
che porta la firma del madrileno
Moneo autore di una nuova architettura
dotata di tecnologie di punta e di una acustica straordinaria.
Il recente recupero del quartiere della Plaça de les Glories
Catalanes completa, 150 anni dopo, i progetti di Cerdá che
spostavano lì il nuovo centro cittadino mentre il Parco del
Estació del Nord, aperto nel 1988 dietro la dismessa stazione
del nord è "abitato" dalle sculture di
Beverly Pepper, realizzate in mosaico
bianco e blu e ispirate alle opere di
Gaudí. Altrettanto degna di nota
è la Plaça dels Països Catalans, che, realizzata da Viaplana
e Piñon, architetti del Centro di Cultura Contemporanea di
Barcellona (CCCB) nel Raval, al momento della sua inaugurazione
(1982) suscitò molte critiche collocata come è all'incrocio
di tracciati stradali e ferroviari. Altrettanto innovativi
gli interventi destinati alla riqualificazione ambientale.
Tra tutti vanno almeno ricordati il Parc de la Ciutadella,
sito dell'Esposizione Internazionale del 1988 in precedenza
militare, ora divenuto il polmone verde della città e oasi
molto frequentata dai barcellonesi con una estensione di 17
ettari, una cascata monumentale, sculture tra le più emblematiche
di Barcellona. E i lavori nell'area portuale che, grazie ad
una progettazione coordinata fra
O. Bohigas,
J. Martorell,
D. Mackay, A. Puigdomenech, J. R. de
Clascà hanno portato alla realizzazione di passeggiate come
la Rambla de Mar, il Mirador del Port Vell, il Mol d'Espanya,
caratterizzate da interessantissimi interventi di progettazione
del verde e di arredo urbano, apprezzabili soprattutto per
l'originale disegno dell'illuminazione notturna e punteggiati
da edifici polifunzionali come il Maremagnum, e l'Aquarium
che è il più grande d'Europa. Nel sottolineare la posizione
di assoluto primo piano che Barcellona ha assunto nel testimoniare
gli sviluppi della più moderna architettura non possono però
essere dimenticati i capolavori del passato: il Padiglione
Mies van der Rohe primo e splendido esempio di architettura
razionalista costruito per rappresentare la Germania alla
Esposizione Universale del 1929 che, demolito alla fine della
manifestazione è stato, nel 1986, fedelmente ricostruito quasi
nello stesso luogo e la cattedrale della Sagrada Famiglia
il cui cantiere prosegue dal 1883, aggiornato con tecniche
computerizzate avanzatissime, nell'assoluto rispetto del progetto
originale di A. Gaudí.
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